19 Ottobre 2026
Servizio idrico, EGAS: «Ritardi di E-Distribuzione ormai insostenibili. Opere strategiche ferme senza energia»
A Cagliari la conferenza stampa del presidente Fabio Albieri. Criticità nell’Alta Gallura, a Castelsardo e a Quartu Sant’Elena. Albieri: «Non è pensabile avviare infrastrutture pubbliche con gruppi elettrogeni a gasolio, sostenendo costi enormi e un danno ambientale. Da E-Distribuzione, società del gruppo Enel, servono risposte e tempi certi».
Opere strategiche per il sistema idrico della Sardegna, finanziate con decine di milioni di euro di risorse pubbliche, alcune ormai in fase di completamento o pronte per essere messe in esercizio, rischiano di rimanere ferme per l’assenza degli allacci e degli interventi sulla rete elettrica necessari al loro funzionamento.
È la denuncia lanciata questa mattina nella sede dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna, a Cagliari, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente di EGAS Fabio Albieri e il direttore generale Andrea Cappelli.
Nel mirino dell’Ente ci sono i ritardi e le incertezze nei rapporti con E-Distribuzione, società del gruppo Enel, chiamata a realizzare gli interventi necessari per garantire l’alimentazione elettrica di infrastrutture fondamentali per l’approvvigionamento idropotabile, la depurazione e il sistema fognario regionale.
«Siamo arrivati a una situazione paradossale – ha dichiarato Albieri –. Realizziamo opere pubbliche strategiche, investiamo milioni di euro, rispettiamo procedure, appalti e cronoprogrammi e, nel momento in cui queste infrastrutture devono finalmente entrare al servizio delle comunità, rischiamo di doverci fermare perché manca l’energia elettrica. Non è più accettabile».
Alta Gallura, un’opera strategica da 18,3 milioni in attesa dell’alimentazione elettrica
Uno dei casi più rilevanti illustrati nel corso della conferenza stampa riguarda Tempio Pausania e l’Alta Gallura, con il riassetto del sistema di alimentazione idropotabile collegato alla diga di Monti di Deu e all’invaso sul Rio Pagghiolu.
Si tratta di un investimento complessivo di circa 18,3 milioni di euro, finanziato attraverso risorse regionali, fondi PNRR, Fondo per l’avvio delle opere indifferibili e risorse del gestore.
L’opera è destinata a garantire maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico di Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula, attraverso circa sette chilometri di nuove condotte adduttrici. Il progetto comprende la posa della condotta dall’invaso del Pagghiolu fino all’impianto di potabilizzazione di Pischinaccia, una nuova stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento e ampliamento dello stesso potabilizzatore.
Proprio sull’alimentazione elettrica necessaria al funzionamento di queste infrastrutture si concentra una delle criticità più rilevanti: le richieste per le cabine elettriche della nuova stazione di sollevamento alla base della diga e dell’impianto di potabilizzazione risalgono rispettivamente al 16 e al 22 novembre 2023.
«Il caso dell’Alta Gallura è emblematico – ha sottolineato Albieri –. Parliamo di un’opera lungamente attesa e indispensabile per garantire maggiore sicurezza e continuità nell’approvvigionamento idrico di un intero territorio. Non è accettabile che, dopo aver reperito i finanziamenti e realizzato infrastrutture di questa portata, il sistema non possa essere pienamente attiva to perché manca un passaggio legato alla fornitura elettrica».
Castelsardo e Lu Bagnu, 24,5 milioni per superare una criticità ambientale e sanitaria
Particolarmente delicata è la situazione di Castelsardo e Lu Bagnu, dove è in corso l’adeguamento dello schema fognario-depurativo per un investimento complessivo di 24,5 milioni di euro al netto dell’IVA, dei quali 12,3 milioni finanziati attraverso il PNRR.
Il progetto nasce per risolvere le gravi criticità del sistema fognario-depurativo dell’agglomerato di Castelsardo, già interessato da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 6 ottobre 2021. La situazione descritta è caratterizzata dallo scarico dei reflui urbani in mare attraverso condotte obsolete e senza un trattamento depurativo conforme alla normativa, con conseguenze sulla qualità delle acque, sull’ecosistema costiero, sulla balneabilità e sulla salute pubblica.
L’intervento comprende il nuovo impianto di depurazione a monte di Lu Bagnu, le stazioni di sollevamento di Castelsardo Est e Castelsardo Ovest, il sollevamento di Lu Bagnu e le condotte necessarie a convogliare i reflui verso il nuovo sistema di trattamento. È un’opera espressamente finalizzata anche alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari in materia di acque reflue urbane.
Le richieste relative alle forniture e agli adeguamenti elettrici necessari per il depuratore e per gli impianti di sollevamento risalgono ad aprile e maggio 2025, mentre le relative accettazioni risultano intervenute tra giugno e luglio dello stesso anno.
«A Castelsardo – ha affermato Albieri – il problema assume un peso ancora maggiore perché parliamo di depurazione, tutela del mare e superamento di una situazione già oggetto di una procedura europea. Ogni ulteriore rallentamento significa rinviare i benefici ambientali e sanitari per i quali sono stati impegnati importanti finanziamenti pubblici, compresi fondi del PNRR».
Quartu Sant’Elena, il completamento della rete fognaria del litorale
Il terzo caso illustrato durante la conferenza stampa riguarda il litorale di Quartu Sant’Elena, interessato dall’intervento di riordino e razionalizzazione della rete fognaria della fascia costiera.
L’opera prevede l’estensione della rete attraverso circa cinque chilometri di collettore fognario principale lungo la SP 17, suddiviso tra tratti a gravità e condotte prementi, oltre alla realizzazione di tre impianti di sollevamento. L’intervento concorre alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari sulle acque reflue urbane.
L’opera risulta collaudata il 26 maggio 2020. Per due nuovi punti di fornitura destinati ai sollevamenti fognari di Viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate il 1° luglio 2026, mentre il caricamento della fine lavori è stato effettuato il giorno successivo.
«Anche qui – ha sottolineato Albieri – siamo davanti a infrastrutture che devono essere messe nelle condizioni di funzionare. L’alimentazione elettrica non può essere considerata un dettaglio finale: è parte essenziale dell’opera e deve essere programmata con tempi compatibili con quelli dell’investimento pubblico».
Il paradosso dei gruppi elettrogeni: «Costi enormi e impatto ambientale»
Nel corso della conferenza stampa Albieri e Cappelli hanno richiamato anche una delle conseguenze più paradossali della situazione: la possibilità che, per procedere all’avviamento di alcuni impianti, si debba ricorrere temporaneamente a gruppi elettrogeni alimentati a gasolio. Una strada che EGAS considera difficilmente sostenibile tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello ambientale.
«Pensare di realizzare infrastrutture moderne e strategiche e poi essere costretti ad avviarle con generatori a gasolio è un controsenso – ha dichiarato Albieri –. Significherebbe sostenere costi estremamente elevati, che non possono essere scaricati sulle comunità o sul sistema idrico, oltre a produrre un impatto ambientale incompatibile con gli stessi obiettivi perseguiti da questi investimenti».
Il direttore generale Andrea Cappelli ha ricostruito nel corso dell’incontro lo stato dei diversi interventi e delle interlocuzioni tecniche, evidenziando come non si sia di fronte a una singola pratica isolata, ma a più opere distribuite sul territorio regionale per le quali l’alimentazione elettrica rappresenta un passaggio imprescindibile.
Per EGAS la questione non può quindi essere ridotta a un problema meramente tecnico o burocratico. Ogni ritardo può determinare maggiori costi, rallentamenti nell’entrata in esercizio degli impianti, difficoltà nella programmazione e il rinvio dei benefici attesi da opere finanziate con risorse pubbliche.
«Da E-Distribuzione servono risposte, interlocutori e cronoprogrammi certi»
«Qui parliamo di acqua potabile, depurazione, fognature e tutela ambientale – ha ribadito Albieri –. A E-Distribuzione chiediamo interlocutori certi, risposte formali e cronoprogrammi attendibili. Non chiediamo privilegi, ma tempi coerenti con la natura delle opere e con l’interesse pubblico che rappresentano».
EGAS ha quindi rivolto a E-Distribuzione e, più complessivamente, al gruppo Enel una richiesta di confronto immediato sulle situazioni ancora aperte, affinché per ciascun intervento vengano definite date precise e verificabili per l’esecuzione delle attività necessarie.
Il presidente Albieri non ha escluso, inoltre, il ricorso alle vie giudiziarie qualora il protrarsi dei ritardi dovesse determinare danni economici o conseguenze sul regolare funzionamento del servizio.
«Il nostro interesse è risolvere i problemi e mettere gli impianti in funzione, non aprire uno scontro – ha concluso Albieri –. Ma esiste un limite oltre il quale abbiamo il dovere di tutelare l’Ente, il gestore, le amministrazioni e soprattutto i cittadini. Se questi ritardi dovessero determinare maggiori costi, danni o conseguenze sulla continuità e sul regolare esercizio di un servizio pubblico essenziale, valuteremo tutte le iniziative nelle sedi competenti per l’accertamento delle eventuali responsabilità, anche sotto il profilo civile e, ove ne ricorrano i presupposti, penale. La Sardegna – ha concluso – non può permettersi di avere opere pubbliche finanziate, realizzate o prossime al completamento e non poterle utilizzare perché manca l’energia necessaria a farle funzionare. Da E-Distribuzione, e quindi dal gruppo Enel, ci aspettiamo ora risposte concrete, date certe e interventi tempestivi».
Gli interventi in sintesi
ALTA GALLURA – TEMPIO PAUSANIA
L’intervento per il riassetto del sistema di alimentazione idropotabile dell’Alta Gallura vale complessivamente 18,29 milioni di euro e interessa Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula. Prevede circa 7 chilometri di nuove condotte, una stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento del potabilizzatore di Pischinaccia. Le richieste per le due cabine elettriche necessarie al funzionamento delle opere risalgono al 16 novembre 2023 per il sollevamento alla base della diga e al 22 novembre 2023 per il potabilizzatore. A quasi tre anni dalle richieste, il nodo dell’alimentazione elettrica resta quindi decisivo per consentire al nuovo sistema di entrare pienamente in funzione.
CASTELSARDO – LU BAGNU
L’adeguamento dello schema fognario-depurativo vale 24,5 milioni di euro, dei quali 12,3 milioni provenienti dal PNRR. L’opera comprende il nuovo depuratore e diversi impianti di sollevamento e ha una rilevanza particolare perché finalizzata a superare una situazione già interessata da una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Le richieste per gli interventi elettrici necessari al depuratore e ai sollevamenti risalgono al 17 aprile e al 9 maggio 2025; le relative accettazioni sono intervenute tra il 20 giugno e il 2 luglio 2025. Il nodo dell’alimentazione elettrica interessa quindi direttamente infrastrutture decisive per la depurazione, la tutela del mare e il superamento delle criticità ambientali dell’agglomerato.
QUARTU SANT’ELENA – LITORALE
L’intervento riguarda il riordino e l’estensione della rete fognaria della fascia costiera, con circa 5 chilometri di collettore principale lungo la SP 17 e tre impianti di sollevamento. L’opera è stata collaudata il 26 maggio 2020 ed è finalizzata anche alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari sulle acque reflue urbane. Per due nuovi punti di fornitura elettrica destinati ai sollevamenti di Viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate il 1° luglio 2026, con il caricamento della fine lavori il 2 luglio 2026. Anche in questo caso l’alimentazione elettrica è indispensabile per rendere pienamente operative le infrastrutture realizzate.
Tre territori, opere per decine di milioni di euro e richieste di intervento che, nei casi più datati, risalgono al 2023. Per EGAS il problema non è più rinviabile: da E-Distribuzione servono ora tempi certi, verificabili e compatibili con la natura essenziale delle infrastrutture coinvolte.
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